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Pubblico su Slash Activists la prima pagina dell'iniziativa che diversi membri di creativecommons.it hanno promosso e sottoscritto (io fra i primi).
Scarichiamoli
Il 16 dicembre 2004, in occasione della conferenza che ha lanciato le licenze Creative Commons italiane, un rappresentante della classe politica ci ha chiesto di collaborare alla stesura di un disegno di legge avente ad oggetto un’idea molto semplice: ciò che è finanziato con soldi pubblici deve essere di dominio pubblico.
A tal fine, i diritti patrimoniali d’autore e i diritti connessi relativi ad un’opera dell’ingegno dovrebbero estinguersi nel momento in cui l’opera viene prodotta/riprodotta grazie ad un finanziamento pubblico.
Per valutare se l’opera è prodotta/riprodotta grazie ad un finanziamento pubblico si può utilizzare il criterio della conditio sine qua non: un’opera è prodotta/riprodotta grazie ad un finanziamento pubblico se non sarebbe stata prodotta/riprodotta senza quel finanziamento.

Esempi:

- se lo Stato sovvenziona la produzione di un filmato, quel filmato sarà di pubblico dominio;

- se lo Stato paga un esecutore affinché esegua un brano musicale, l’esecutore non potrà vantare diritti connessi su quell’esecuzione.

La nostra proposta è quella di introdurre nella legge sul diritto d’autore due nuovi articoli:
il primo, relativo ad una causa di estinzione dei diritti patrimoniali d’autore;
il secondo, relativo ad una causa di estinzione dei diritti connessi.

La causa di estinzione, lo ripetiamo, è la produzione/riproduzione di un’opera grazie ad un finanziamento pubblico. Ma se un’opera di pubblico dominio è fruibile solo a pagamento, a che serve che sia di pubblico dominio?
Chi ci darà ciò che già ci appartiene, la cultura, i saperi, le conoscenze che già sono di pubblico dominio?
Donare cultura, trasmettere liberamente il sapere e la conoscenza: questo è quello che la comunità di Internet e la società civile chiedono. E se questi sono interessi legittimi, allora lo Stato dovrebbe tutelarli. I mezzi ci sono: da Internet al digitale terrestre.

Lo Stato può coordinarsi con associazioni, fondazioni, università… e realizzare un portale dell’arte, della cultura, del sapere di pubblico dominio, un portale in cui la parola d’ordine sia: ‘Scarichiamoli!’.

Scarichiamo musica (pensate allo straordinario patrimonio culturale rappresentato dalla musica classica), scritti, immagini e qualsiasi altra opera dell’ingegno i cui diritti patrimoniali d’autore siano estinti e su cui non vi siano diritti connessi.

E’ chiaro: tutto questo va contro gli interessi di chi ancora trae profitto da ciò che è ormai patrimonio dell’umanità.
I firmatari di questo appello sono troppo deboli per opporsi a questi interessi, tuttavia, i firmatari di questo appello hanno fiducia nelle Istituzioni, hanno fiducia nella classe politica e nella disponibilità che ci è stata manifestata quel 16 dicembre 2004.

Nicola Grossi (nicola.grossi at creativecommons.it)
Danilo Moi (danilomoi at creativecommons.it)
Lorenzo De Tomasi (lorenzo.detomasi at creativecommons.it)
Michele Bottari (michele.bottari at creativecommons.it)
Thomas Margoni (thomas.margoni at creativecommons.it)

Se vuoi fare conoscere questa iniziativa, puoi inserire nella tua homepage uno dei banners che trovi alla pagina
http://www.creativecommons.it/main.php?page=scarichiamoli e linkare alla pagina stessa.