Perchè bellaSardegna.it ?
Pocos!  Locos y mal unidos?

 

HOME    CULTURA    NATURA    IMPRESA    STORIA

Home >Storia >Personaggi di Sardegna >Eleonora d'Arborea

Torna  Su  Emilio Lussu   Antonio Gramsci  Eleonora D'Arborea        

    Domenico Millelire  Biografia di Joyce Lussu

 

Eleonora d'Arborea e la Carta de Logu


La Sardegna, dopo la caduta dell’impero romano, per alcuni decenni è occupata dai Vandali.      Nel 533 d.c. conquistata dai Bizantini diventa una provincia dell’esarcato d’Africa. I poteri civili sono attribuiti ad un funzionario il “praeses”, con sede a Cagliari, mentre i poteri militari sono rivestiti da un comandante generale il “dux”, con sede a Forum Traiani , l’odierna Fordongianus in provincia di Oristano.

L’ isola non è tutta in mano bizantina; le zone interne, da sempre pagane ed indomite, restano indipendenti: solo la Chiesa del Pontefice Gregorio Magno riuscirà nel 600 d.c. a conquistare spiritualmente i barbaricini convertendo al cristianesimo "Ospitone" loro più fiero condottiero. Territorio dei Giudicati

Nei secoli successivi, durante l’espansione araba nel Nord Africa e nel mediterraneo anche la Sardegna fu teatro di incursioni mussulmane che continuarono fino al secolo XI e resero sempre più precari i rapporti con Bisanzio.

 Dal 900 d.C, sciolta di fatto dall’egemonia bizantina, la Sardegna diventa l’indipendente per la seconda volta dopo oltre un millennio ( lo era stata con i Nuragici e i Shardana). Abbandonati dall’Impero d’Oriente e pressati dalla minaccia di invasione saracena, i Sardi organizzano in autonomia la difesa e l’amministrazione dell’ Isola suddividendola in quattro regni autonomi : i Giudicati di Cagliari, Arborea, Torres-Logudoro e Gallura ognuno governato da un Giudice che aveva tutte le prerogative di un sovrano. Tra i Giudicati emerge nel tempo per potenza, organizzazione e durata quello di Arborea con capitale l’antica città di Tharros fino al 1070 e successivamente Oristano. Alla sua guida si sono succeduti, con diversi titoli e medesime capacità di governo 37 sovrani. Tra questi compare una donna, una grande donna, la giudicessa Eleonora d’Arborea che rimase al governo in qualità di reggente dei propri figli dal 1383 al 1392.


Figura poliedrica, intelligente, concreta e decisa, capace di ricoprire al meglio i diversi ruoli di moglie, madre, regina,condottiera e legislatrice che la vita ed il destino le avevano riservato. Eleonora nasce in Catalogna(Spagna) nel 1340 circa da Mariano IV  grande Giudice appartenente ai Bas-Serra, Casata che per tutto il XIV secolo condusse una lunga guerra contro i Catalano-Aragonesi nel tentativo di unificare tutta la Sardegna sotto la bandiera del Giudicato d' Arborea.

La futura regina trascorre la giovinezza presso la corte di Arborea e nel 1367 sposa Brancaleone Doria, va a vivere col marito e Castelgenovese  l’odierna Castelsardo(provincia di Sassari) dove nascono i figli Federico e Mariano.

Ritratto di Eleonora d' Arborea
Nel 1383 il fratello Ugone IIl Giudice di Arborea e la nipote Benedetta vengono assassinati probabilmente ad opera degli Aragonesi che, dopo il crollo degli altri Giudicati, controllavano un circa un terzo della Sardegna ed avevano tutto l'interesse ad eliminare l'ultimo ostacolo che impediva loro la conquista di tutta l'isola.

Per ottenere il riconoscimento del proprio figlio Federico quale legittimo successore al trono di Arborea, Eleonora invia il marito Brancaleone Doria a trattare direttamente della questione col Re d'Aragona, Il quale però aveva ben altre mire. Brancaleone viene trattenuto con un pretesto e ne diventa ostaggio.       

Eleonora reagisce, rientra ad Oristano e viene proclamata Giudichessa da una sorta di parlamento ante-litteram  denominato " Corona de Logu". 

Si insedia nel trono di Arborea ed inizia con grande determinazione l'opera di riordino e di espansione del Giudicato. Punisce gli assassini del fratello Ugone, stipula un accordo di pace con gli Aragonesi ed ottiene la liberazione del marito. Probabilmente, se non fosse stata fermata dalla morte per peste nel 1394, l'opera della grande sovrana avrebbe portato alla costituzione di un Regno Sardo indipendente


Il territorio governato da Eleonora comprendeva l’attuale provincia di Oristano e parti considerevoli di quelle confinanti per una superficie totale di 4490 kmq.
Il Giudicato era uno Stato Sovrano. I tre elementi che caratterizzano uno Stato: il popolo, il territorio ed il vincolo giuridico che lega i singoli individui , erano ben presenti.



Dal punto di vista amministrativo, il Giudicato era organizzato in distretti detti “Curatorie” ognuno dei quali era costituito da un certo numero di “Ville” ( villaggi o parrocchie ).

Le “Curatorie” erano amministrate da un curatore direttamente dipendente dal sovrano e svolgeva, oltre al l’attività amministrativa e di esazione dei tributi, anche quella di giudice ordinario del proprio distretto. A capo della “Villa” vi era un “maiore del villa”, una specie di sindaco attuale.



Eleonora d’Arborea della quale Carlo Cattaneo scrisse che era “..la figura più splendida di donna che abbiano le storie italiane, non escluse quelle di Roma antica..” ha legato in modo indelebile il proprio nome alla storia sarda oltre che per lo strenuo tentativo di unificare la Sardegna in un unico regno, anche e soprattutto per l’opera di organizzazione giudiziaria e amministrativa del Giudicato che ha la sua massima espressione nella promulgazione, nel 1392 d.c. di un corpo di leggi scritte: la "Carta de Logu" (carta del territorio dello stato) che per chiarezza, innovazione ed adeguamento alle tradizioni costituisce un esempio di legislazione che nella sua epoca ebbe pochissimi riscontri.

Ciò è tanto più vero se si pensa che in quei tempi, la maggior parte dei rapporti giuridici erano basati su consuetudini che risalivano ai Romani ed ai Bizantini e pochissime erano le leggi scritte.

La Carta de Logu era composta da 198 articoli che comprendevano, in pratica , un codice civile, un codice penale ed un codice rurale che disciplinando in modo chiaro e semplice i vari rapporti giuridici , l‘amministrazione della giustizia, l’uguaglianza di fronte alla legge, in pocheCarta de Logu parole la certezza del diritto, segnano una tappa fondamentale nel cammino, durato secoli, che ha portato al moderno “Stato di diritto”.

Nella Carta si dice che tutti gli uomini liberi sono uguali davanti alla legge: una stessa sanzione colpiva chiunque l’avesse violata senza distinzione di classe sociale; fatto quasi rivoluzionario in un‘epoca nella quale i nobili ed il clero la facevano da padroni.

Alcuni istituti giuridici poi, sorprendono per la sconcertante attualità: la posizione e tutela delle donne e dei minori, la difesa del territorio, l’usura ecc..

E tanto importante fu il Codice di Eleonora D'Arborea che esso rimase in vigore in tutta la Sardegna per più di 400 anni fin dopo la conquista dell’isola da parte degli Aragonesi e fino oltre un secolo dopo l’avvento dei Savoia: solo nel 1827 fu sostituito dal codice emanato da Carlo Felice.

 

 

 

17 marzo 2005                                                                                                                            Mario  Sanna

 


 

Ultimo aggiornamento:  22-03-05                              by Mario Sanna