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Eleonora d'Arborea e la Carta
de Logu
La Sardegna, dopo la caduta dell’impero romano, per alcuni decenni è occupata
dai Vandali. Nel 533 d.c. conquistata dai
Bizantini diventa una provincia dell’esarcato d’Africa. I poteri civili sono
attribuiti ad un funzionario il “praeses”, con sede a Cagliari, mentre i poteri
militari sono rivestiti da un comandante generale il “dux”, con sede a Forum
Traiani , l’odierna Fordongianus in provincia di Oristano.
L’ isola non è tutta in mano bizantina; le zone interne, da sempre pagane ed
indomite, restano indipendenti: solo la Chiesa del Pontefice Gregorio Magno
riuscirà nel 600 d.c. a conquistare spiritualmente i barbaricini convertendo al
cristianesimo "Ospitone" loro più fiero condottiero. 
Nei secoli successivi, durante l’espansione araba nel Nord Africa e nel
mediterraneo anche la Sardegna fu teatro di incursioni mussulmane che
continuarono fino al secolo XI e resero sempre più precari i rapporti con
Bisanzio. Dal 900 d.C, sciolta
di fatto dall’egemonia bizantina, la Sardegna diventa l’indipendente per la
seconda volta dopo oltre un millennio ( lo era stata con i Nuragici e i Shardana).
Abbandonati dall’Impero d’Oriente e pressati dalla minaccia di invasione
saracena, i Sardi organizzano in autonomia la difesa e l’amministrazione dell’
Isola suddividendola in quattro regni autonomi : i Giudicati di Cagliari,
Arborea, Torres-Logudoro e Gallura ognuno governato da un Giudice che aveva
tutte le prerogative di un sovrano. Tra i Giudicati emerge nel tempo per
potenza, organizzazione e durata quello di Arborea con capitale l’antica città
di Tharros fino al 1070 e successivamente Oristano. Alla sua guida si sono
succeduti, con diversi titoli e medesime capacità di governo 37 sovrani. Tra
questi compare una donna, una grande donna, la giudicessa Eleonora d’Arborea che
rimase al governo in qualità di reggente dei propri figli dal 1383 al 1392.
Figura poliedrica, intelligente, concreta e decisa, capace di ricoprire al
meglio i diversi ruoli di moglie, madre, regina,condottiera e legislatrice che
la vita ed il destino le avevano riservato. Eleonora nasce in Catalogna(Spagna)
nel 1340 circa da Mariano IV grande Giudice appartenente ai Bas-Serra,
Casata che per tutto il XIV secolo condusse una lunga guerra contro i
Catalano-Aragonesi nel tentativo di unificare tutta la Sardegna sotto la
bandiera del Giudicato d' Arborea.
La futura regina trascorre la giovinezza presso la corte di Arborea e nel 1367
sposa Brancaleone Doria, va a vivere col marito e Castelgenovese l’odierna
Castelsardo(provincia di Sassari) dove nascono i figli Federico e Mariano.

Nel 1383 il fratello Ugone IIl Giudice di Arborea e la nipote Benedetta vengono
assassinati probabilmente ad opera degli Aragonesi che, dopo il crollo degli
altri Giudicati, controllavano un circa un terzo della Sardegna ed avevano tutto
l'interesse ad eliminare l'ultimo ostacolo che impediva loro la conquista di
tutta l'isola.
Per ottenere il riconoscimento del proprio figlio Federico quale legittimo
successore al trono di Arborea, Eleonora invia il marito Brancaleone Doria a
trattare direttamente della questione col Re d'Aragona, Il quale però aveva ben
altre mire. Brancaleone viene trattenuto con un pretesto e ne diventa ostaggio.
Eleonora reagisce, rientra ad Oristano e
viene proclamata Giudichessa da una sorta di parlamento ante-litteram
denominato " Corona de Logu".
Si insedia nel trono di Arborea ed inizia
con grande determinazione l'opera di riordino e di espansione del Giudicato.
Punisce gli assassini del fratello Ugone, stipula un accordo di pace con gli
Aragonesi ed ottiene la liberazione del marito. Probabilmente, se non fosse
stata fermata dalla morte per peste nel 1394, l'opera della grande sovrana
avrebbe portato alla costituzione di un Regno Sardo indipendente
Il territorio governato da Eleonora comprendeva l’attuale provincia di Oristano
e parti considerevoli di quelle confinanti per una superficie totale di 4490
kmq.
Il Giudicato era uno Stato Sovrano. I tre elementi che caratterizzano uno Stato:
il popolo, il territorio ed il vincolo giuridico che lega i singoli individui ,
erano ben presenti.
Dal punto di vista amministrativo, il Giudicato era organizzato in distretti
detti “Curatorie” ognuno dei quali era costituito da un certo numero di “Ville”
( villaggi o parrocchie ).
Le “Curatorie” erano amministrate da un curatore direttamente dipendente dal
sovrano e svolgeva, oltre al l’attività amministrativa e di esazione dei
tributi, anche quella di giudice ordinario del proprio distretto. A capo della
“Villa” vi era un “maiore del villa”, una specie di sindaco attuale.
Eleonora d’Arborea della quale Carlo Cattaneo scrisse che era “..la figura più
splendida di donna che abbiano le storie italiane, non escluse quelle di Roma
antica..” ha legato in modo indelebile il proprio nome alla storia sarda oltre
che per lo strenuo tentativo di unificare la Sardegna in un unico regno, anche e
soprattutto per l’opera di organizzazione giudiziaria e amministrativa del
Giudicato che ha la sua massima espressione nella promulgazione, nel 1392 d.c.
di un corpo di leggi scritte: la "Carta de Logu" (carta del territorio dello
stato) che per chiarezza, innovazione ed adeguamento alle tradizioni costituisce
un esempio di legislazione che nella sua epoca ebbe pochissimi riscontri.
Ciò è tanto più vero se si pensa che in quei tempi, la maggior parte dei
rapporti giuridici erano basati su consuetudini che risalivano ai Romani ed ai
Bizantini e pochissime erano le leggi scritte.
La Carta de Logu era composta da 198 articoli che comprendevano, in pratica , un
codice civile, un codice penale ed un codice rurale che disciplinando in modo
chiaro e semplice i vari rapporti giuridici , l‘amministrazione della giustizia,
l’uguaglianza di fronte alla legge, in poche
parole la certezza del diritto, segnano una tappa fondamentale nel cammino,
durato secoli, che ha portato al moderno “Stato di diritto”.
Nella Carta si dice che tutti gli uomini liberi sono uguali davanti alla legge:
una stessa sanzione colpiva chiunque l’avesse violata senza distinzione di
classe sociale; fatto quasi rivoluzionario in un‘epoca nella quale i nobili ed
il clero la facevano da padroni.
Alcuni istituti giuridici poi, sorprendono per la sconcertante attualità: la
posizione e tutela delle donne e dei minori, la difesa del territorio, l’usura
ecc..
E tanto importante fu il Codice di Eleonora D'Arborea che esso rimase in vigore
in tutta la Sardegna per più di 400 anni fin dopo la conquista dell’isola da
parte degli Aragonesi e fino oltre un secolo dopo l’avvento dei Savoia: solo nel
1827 fu sostituito dal codice emanato da Carlo Felice.
17 marzo 2005
Mario Sanna
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