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Sintetica Biografia di Antonio Gramsci:
Uomo politico e pensatore, Antonio Gramsci
nasce ad Ales in Sardegna nel 1891.
Di famiglia piccolo-borghese essendo il padre impiegato al registro; terminati
gli studi liceali a Cagliari, vince e per concorso, una borsa di studio che gli
consente nel 1911 l’iscrizione alla Facoltà di Lettere e Filosofia
dell’Università di Torino.
Nonostante le cattive condizioni di salute, è afflitto da una deformazione della
spina dorsale conseguenza di una caduta da bambino, partecipa con grande
difficoltà e sacrifici alla vita politica e sociale di Torino.
Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale si dedica completamente alla
politica e collabora all’ “Avanti!” in un primo periodo scrive critiche
teatrali apprezzando in particolare il nuovo teatro di Pirandello.
Fonda nel 1919 il settimanale “Ordine Nuovo” rivista molto diffusa ed apprezzata
nei Consigli di Fabbrica riconosciuti come i primi organismi di autodecisione
proletaria. L’insuccesso di tali organismi in occasione dello sciopero generale
e dell’occupazione delle fabbriche nel 1920 spinge l'intellettuale sardo a porsi
il problema della necessità di fondazione di un partito rivoluzionario
interpretando la crisi politica in Italia come crisi delle strutture sociali e
considerando utile l’alleanza tra il proletariato industriale del nord e le
masse contadine del sud.
A Livorno nel 1921 al XVII congresso del PSI i gruppi facenti capo a Gramsci e
Bordiga si staccano dal partito e fondano il Partito Comunista d’Italia
facendolo subito aderire come entità indipendente alla III Internazionale.
Nel 1922 sposa Giulia Schucht dalla quale avrà due figli.
Dopo un soggiorno a Vienna per conto dell’Internazionale, nel 1924 viene eletto
deputato e rientra in Italia dove conduce una strenua lotta contro il fascismo e
contemporaneamente rafforza la posizione del proprio gruppo all’interno del
Partito.
Gramsci considera il fascismo come il
punto culminante della crisi della società borghese alla quale, essendo sfuggita
l’egemonia morale, intellettuale e sociale per la perdita del consenso delle
masse, rimaneva la sola forza coercitiva come strumento per il mantenimento del
potere.
Nel 1926, dopo lo scioglimento di tutti i partiti e l’emanazione
delle leggi eccezionali fasciste Antonimo Gramsci viene arrestato e
condannato a 5 anni di confino ad Ustica.

Venne poi deferito al tribunale speciale che lo condannò a 20 anni e 4 mesi di
reclusione.
Nonostante i disagi,le privazioni sofferte ed il precario stato di salute, con
orgoglio e coerenza morale si rifiuta di inoltrare domanda di grazia a Mussolini
e concentra tutta l’attività nell’elaborazione teorica.
Nel 1934 le pressioni di un comitato internazionale antifascista indussero il
governo fascista a trasferire Gramsci al carcere-ospedale di Formia e
successivamente in una clinica privata romana dove dopo lunghe sofferenze muore
nel 1937.
21
Febbraio 2005
Mario Sanna
Disponibili
alcuni articoli pubblicati da Antonio Gramsci sull' Avanti! nel 1916:
Storia e indifferenza nelle masse
Gli scopritori (di Sardegna)
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