HOME CULTURA NATURA IMPRESA STORIA
Home >Storia >Personaggi > Antonio Gramsci >Gli Scopritori
Torna Su Biografi di Gramsci Storia e Indifferenza Gli Scopritori
|
Nota: Antonio Gramsci in questo articolo del 1916 si prende gioco di quelli che lui chiamava con ironia “gli scopritori” riferendosi a quei personaggi che si atteggiavano ad essere dei Cristoforo Colombo nel riportare le cronache del loro viaggio sulla nostra isola. Articolo quanto mai attuale per descrivere la superficialità e l’incoerenza con cui molti anche dei tempi più recenti raccontano il loro incontro con la terra e la gente di Sardegna.
Gli scopritori Un mese di soggiorno in Sardegna: banchetti, bicchierate, strette di mano, entusiasmo per l'italiano illustre che ha fatto il sacrificio di portare la sua preziosa persona fra i briganti, i mendicanti, i pastori vestiti di pelli dell'isola. E l'italiano illustre ritornato in terra ferma si atteggia a Cristoforo Colombo e scopre qualcosa, tanto per dimostrare che non ha perduto il suo tempo. Anche Mascagni non ha perduto il suo tempo, e sotto i portici di via Po ha versato nella capace vescica di G. Corvetto la piena delle sue impressioni; e il risultato fisiologico lo abbiamo visto stemperato in due colonne della Stampa. Tutte le competenze, si è trovato ad avere l'illustre compositore! Tanto è vero che può giudicare dei terreni, «splendidi, sterminati» (vedi manuale di geografia: 24.000 kmq) «gente sana e saggia» (hanno applaudito, quindi...), «buoni costumi, belli e robusti abitanti», che hanno il torto di essere pochi, in un terreno cosi ferace, quantunque il più imbecille sociologo sappia che due terzi dei sardi sono emigrati perché il terreno (almeno così come il patrio governo, con la sua legislazione doganale, impone sia coltivato) non è poi tanto ferace. E. Mascagni fa anche opere buone: come uno dei tanti
vescovi che la curia manda nei villaggi per riappacificare i partiti divisi da
una vendetta di sangue (e per la verità se ne conta una ogni venti anni), egli
mette la pace fra due partiti che a Cagliari si dilaniano e arrivano persino, in
presenza al forestiero, a prendersi a schiaffi. Meno male che a Cagliari ci sono
i questurini, che non permettono dì andare ai Ecco: i sardi passano per lo più per incivili, barbari, sanguinari, ecc., ma non lo sono evidentemente quanto è necessario per mandare a quel paese gli scopritori di buona volontà. Un ufficiale, andato a Cagliari nel 1910 per reprimere uno sciopero, compiange le donne sarde destinate a divenire legittime metà degli scimmioni vestiti di pelli non conciate, e sente in sé (testuale) ridestarsi il genio della specie (quella non vestita di pelli), che vuole porsi all'opera per migliorare la razza. Giuseppe Sergi in quindici giorni si sbafa una quantità di banchetti, misura una cinquantina di crani, e conclude per l'infermità psicofisica degli sciagurati sardi, e via di questo passo.
Mascagni scopre gli schiaffi e i pugilati dei partiti sovversivi, pur affermando la bontà, la saggezza, ecc. ecc. Ma non potrebbero i Corvetto divertire in altro modo il pubblico? Ci sono tante biondissime cagnette sotto i portici, sulle quali scrivere interessantissimi bozzetti.
4 maggio 1916 Antonio Gramsci
|
Ultimo aggiornamento:
27-02-05
by Alberto Sanna