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Nota: La pubblicazione su
BellaSardegna.it del materiale "Guerra agli infedeli" di Joyce Lussu è stato
resa possibile grazie alla gentile collaborazione del Circolo Culturale
Napoleone Papini . Intervento di
Joyce Lussu a "Guerre agli
infedeli", incontro d'apertura dell'Ottavo meeting anticlericale, il 23 Agosto
'91.
Io non farei gran differenza tra Papa Wojtyla, Papa Roncalli o Pacelli, per me
donna non è cambiato niente (1). L'atteggiamento della Chiesa, diciamo di tutte
le Chiese, verso le donne non ha subito nessun mutamento, seppur mutando i
linguaggi "diplomatici". A Papa Roncalli è stato chiesto una volta da un gruppo
di donne che la Chiesa chiedesse perdono alle donne per la caccia alle streghe,
un orrendo fenomeno durato tre secoli in tutto il mondo cristiano, sul quale i
cristiani, che in quel momento si stavano scannando tra loro (nelle varie guerre
di religione) si trovavano tutti d'accordo. Sul tavolo di tutti i giudici laici
ed ecclesiastici del mondo cristiano si trovava il "Malleus Maleficarum", ossia
quel libro ordinato da Bonifacio VIII che parla delle donne come quelle
attraverso le quali il demonio si introduce nell'umanità.
Le donne dunque vanno gravemente punite perché ogni donna è passibile di
introdurre il demonio. Questo ha dato luogo ad una serie di delitti contro
l'umanità così gravi che veramente noi chiederemmo un po' d'analisi critica su
ciò, ma le Chiese non fanno storia, perciò non esaminano i loro atteggiamenti
verso, ad esempio, il colonialismo, la riduzione in schiavitù di così larghe
fasce umane fatta nel segno della Santa Trinità, o quell'orrendo fenomeno che è
la caccia alle streghe.
Per noi donne non è cambiato niente attraverso le varie posizioni della
religione, diciamo della religione in generale, perché avrete notato che i
poteri decisionali di qualsiasi religione sono maschili. Sono tutti uomini,
sempre. Pare che per comunicare col Padreterno si debbano avere degli attributi
anatomici maschili, diversamente questa cosa non si può fare.
Ma perché l'atteggiamento delle religioni è sempre contro la donna, e non c'è
differenza tra il Dalai Lama, il Papa, l'Imam islamico o un sacerdote induista?
L'atteggiamento verso le donne è costante, è un atteggiamento di disprezzo, di
assoggettazione, di non riconoscimento della loro dignità umana. Perciò il
difetto sta a monte, qui c'è qualcosa che non va nelle origini, non soltanto
nelle applicazioni. Non è che le religioni fossero una cosa buona all'inizio, e
che poi gli uomini cattivi e pieni di peccati le abbiano condotte e amministrate
male. Il difetto invece sta nell'inventarsi un "Padreterno", un Padreterno che è
sempre un Padre, e che immediatamente porta avanti un principio, quello
dell'assoluta autorità paterna e dell'assoluta obbedienza filiale,
contrabbandato da tutte le religioni come una "virtù".
Ora, noi sappiamo che l'assoluta autorità e l'assoluta obbedienza, sono il
principio di tutte le dittature, principi che non è possibile democratizzare. E'
ben strana nelle società moderne questa confusione mentale, per cui si cerca di
combinare nella propria mente l'inconciliabile, per cui la gente da una parte va
a messa e dall'altra dice che è per la democrazia, per il sistema parlamentare,
per la partecipazione del cittadino, per i diritti dell'uomo. Mantenendo
determinanti e potentissime all'interno della società due istituzioni che sono
di per sé delle monarchie assolute, e non possono essere altro. La Chiesa e
l'Esercito non possono diventare delle monarchie nemmeno costituzionali, e
tantomeno avere un sistema parlamentare elettivo. Sopravvivono soltanto in
quanto sono delle monarchie assolute, basate sul principio della assoluta
autorità e della assoluta obbedienza. Naturalmente con la conseguenza della
legittimazione del sacrificio umano.
E' utile riguardo alle religioni fare un po' di storia, ossia andare alle
origini storiche. Le religioni sono dei fenomeni storici, e vanno storicamente
esaminati ed anche superati. Un fenomeno storico, analizzato, si può superare ed
anche delegittimare. Abbiamo, durante la storia, delegittimato il cannibalismo,
l'incesto, la tortura giudiziaria, la schiavitù: il fatto che non siano più
legali fa sì che ci siano dei forti movimenti che si scandalizzano quando queste
cose avvengono. Pero' stranamente non abbiamo delegittimato il principio del
sacrificio umano e dell'assoluta autorità paterna insito in tutte le religioni;
di conseguenza non abbiamo delegittimato la guerra. La guerra è il risultato
storico di questi simboli del linguaggio, di questi modelli, purtroppo ancora
potenti nel mondo. La guerra contiene la tortura, il sacrificio umano, lo stupro
legittimato e tante altre cose, ed è inutile delegittimarle da un lato quando
poi legittimiamo l'intero fenomeno.
Il sacrificio di Isacco ci viene presentato come esemplare; sapete bene a cosa
mi riferisco. Un sonetto del Belli su questo sacrificio è chiarificatore.
La religione è qualcosa di diverso dalla cultura popolare dell'animismo, che
inventava immagini poetiche, fantasie, personalizzazioni di fenomeni della
natura, in un rapporto costante e dialettico con la natura che faceva sì che
tutte queste immagini, fantasie, personalizzazioni, fossero varie, come è l'uomo
stesso e la sua vita. E comunque ciò non costituiva Potere. Una sibilla o uno
sciamano non avevano Potere. Il Potere è sempre legato alla istituzione
militare, queste invece erano semplicemente persone che avevano più
"conoscenza", ne sapevano di più sulla realtà delle cose, sulle fantasie o sulle
invenzioni, per spiegare qualcosa che diversamente sembrava inspiegabile. Ma non
era Potere. La religione è un Potere. Ed è in fondo un fenomeno abbastanza
recente, di qualche migliaio d'anni dopo la rivoluzione del Neolitico, ossia
dopo la grande novità per l'umanità di poter selezionare le piante selvatiche
per dar luogo a una agricoltura controllata, e di saper gestire l'allevamento
degli animali e l'uso dei metalli.
Tutti questi fenomeni danno luogo ad un possibile "nuovo", il nuovo che si crea
è quello dell'accumulazione, della possibilità di qualcuno di impadronirsi di
una parte maggiore di questi beni per farne uno strumento di potere. Quando vado
nelle scuole di tutti gli ordini chiedo sempre ai ragazzi: "vi hanno insegnato
come si innesca una società schiavistica"? La società schiavistica è qualcosa di
assolutamente innaturale: non esiste in natura. Le comunità umane, per vivere in
maniera equilibrata, non avevano inventato queste forme di enorme squilibrio di
potere e d'accumulazione che danno luogo alla società schiavistica. Ma queste
oligarchie riescono ad affermarsi sulle maggioranze, creando il fenomeno
estremamente squilibrato di un minor numero che s'impone ad un maggior numero,
il che evidentemente non è nelle leggi di natura e crea degli squilibri. Così
sorge l'istituzione militare, che prende avvio con le società schiavistiche, per
proteggere questo enorme squilibrio messo in pericolo dal fatto che i
subordinati sono tanti, e quelli che comandano sono così pochi. Perciò si crea
il professionismo del militare, della violenza organizzata, e questa è una
grande svolta, abbastanza recente rispetto ai tempi storici. Ma il monopolio
della violenza non basta per far sì che una maggioranza si adatti ai lavori
forzati, a farsi estorcere tutti i prodotti, a vivere in condizioni certamente
molto disagiate, e in più nella paura continua di un "castigo", cosa quanto mai
espropriante. Lo spaventato è manipolabile, e spaventarlo con la possibilità di
ricorrere alla violenza fisica, non è sufficiente per creare una espropriazione
duratura.
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di Joyce Lussu
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