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Nota: bellaSardegna.it promuove e pubblica come valido riferimento per l'isola, in accordo con il RUNIC Regional United Nations Information Centre di Bruxelles, uno studio di Andrea Gianvenuti
-Volontario UNIC- sull' eco-turismo.(Lo studio pubblicato anche sul sito dell'ONU)

 

 

Turismo Sostenibile: Introduzione

Inquinamento atmosferico e dei mari, scioglimento dei ghiacciai, distruzione degli ecosistemi, scarsità delle risorse idriche, deforestazione: sono solo alcuni esempi della crisi ambientale del pianeta che si è fatta negli ultimi anni sempre più acuta. Dal Vertice di Rio ad oggi sono stati pochi i progressi realizzati ed il Vertice di Johannesburg ha avuto il compito di stimolare un maggior impegno da parte di tutti i membri della comunità internazionale per l’attuazione dell’Agenda 21, adottata nel 1992 a Rio de Janeiro in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Ambientale (UNCED). La drammaticità del problema è stata sottolineata dallo stesso Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, il quale ha inserito la tutela della biodiversità e la gestione sostenibile degli ecosistemi tra le 5 tematiche-chiave affrontate durante i lavori del Vertice.

Il turismo, divenuto negli ultimi anni la prima industria a livello globale per fatturato e livello di occupazione, potrà svolgere un ruolo importante per il futuro della terra e per la sorte delle risorse naturali e della biodiversità; finora, tuttavia, gli impatti determinati dalle attività turistiche non hanno fatto altro che aggravare lo stato di salute dell’ambiente circostante. Nelle sue manifestazioni più nocive, infatti, il turismo contribuisce in maniera rilevante all’ipersfruttamento delle risorse naturali più importanti per l’umanità, come l’acqua e la terra, e all’alterazione degli ecosistemi marini e montuosi. Lo sviluppo di un’offerta turistica tesa solo ai profitti nel breve periodo, incurante degli impatti ambientali di lungo termine sul territorio, ha generato vari effetti collaterali, tanto più gravi quanto maggiore è stata l’intensità dello sfruttamento delle risorse. In questo senso, il turismo di massa ha prodotto le conseguenze più devastanti, specialmente nelle piccole località insulari, dove la concentrazione dei visitatori in uno spazio limitato ha generato una pressione insostenibile sulle risorse naturali, in primis l’acqua.

Tuttavia il turismo, se pianificato e gestito secondo canoni di sostenibilità, può anche svolgere un’importante azione di tutela e di protezione ambientale, nonché di salvaguardia delle specie naturali. E’ questa la sfida da vincere, affinché questo settore, ormai principale motore delle economie di molti Stati, soprattutto di quelli in via di sviluppo, possa contribuire al perseguimento degli obiettivi di risanamento ambientale fissati dall’Agenda 21. La tendenza del mercato turistico è estremamente incoraggiante in questo senso. L’opinione pubblica dei Paesi occidentali, ossia i paesi generatori della quasi totalità dei flussi turistici internazionali, ha acquisito una sempre maggiore consapevolezza dei danni ambientali (ma anche sociali) provocati dal turismo di massa sulle destinazioni. Questa nuova sensibilità (forte soprattutto nei paesi anglosassoni e in Scandinavia), accompagnata dal crescente desiderio di esperienze a contatto con la natura, lontane dagli stressanti stili di vita della società moderna, sta favorendo il boom dell’ecoturismo su scala mondiale. Le statistiche sulla quota di mercato detenuta dall’ecoturismo sono discordanti, con una forbice oscillante tra il 4 e il 7% dei movimenti turistici globali, ma il dato rilevante in proposito è che si tratti di un fenomeno da tutti riconosciuto in continua e forte ascesa, in Europa come in America, in Giappone come in Oceania.

Il contributo dell’ecoturismo può essere essenziale per la promozione di uno sviluppo turistico sostenibile sotto molteplici punti di vista, non solo per l’ambiente: la caratteristica fondamentale di questa forma di turismo è infatti la gestione locale dei servizi e la partecipazione attiva delle comunità indigene, con conseguenti effetti benefici anche sul tessuto socio-economico della destinazione. Le stesse Nazioni Unite hanno riconosciuto l’alto potenziale di questo modello di sviluppo, dichiarando il 2002 Anno Internazionale dell’Ecoturismo e promuovendo, tramite le sue Agenzie, una serie di iniziative volte a sostenere gli sforzi per la diffusione dei principi dell’ecoturismo a livello globale.
 

 

 

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