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Cane Fonnese  Uranio impoverito e povertà in Sardegna

 

Legge salva coste: tra speculatori del presente e costruttori di futuro.

 

Recentemente il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge "salvacoste" voluta dalla Giunta Soru e approvata pochi mesi fa dal Consiglio Regionale della Sardegna. L' imprenditore-premier e mirabolante pifferaio magico si ostina nel difendere i suoi interessi personali con mezzi pubblici.  La legge salva coste da fastidio al sig. Berlusconi perchè blocca tutte le costruzioni sulla costa fra cui anche il Master Plan "Costa Turchese" :

 


<<..525.000 metri cubi di cemento su 450 ettari, 385 ville, due alberghi da 400 posti letto, 995 appartamenti in residence, 120 in multiproprietà, 30 negozi, 1 centro commerciale, 1 campo da golf e 400 posti barca.

Sono questi i numeri di un vero e proprio scempio ambientale, firmato
Berlusconi, che potrebbe essere realizzato nei prossimi mesi lungo uno dei
tratti più belli della costa orientale della Sardegna, nel tratto
meridionale del Golfo di Olbia.

Il progetto "Costa Turchese", questo il nome della speculazione edilizia
presentata dalla Finedim appartenente al gruppo Fininvest e gestita da Marina Berlusconi,
figlia del Presidente del Consiglio, prevede tra le tanta "opere"
addirittura il taglio della spiaggia per realizzare un canale navigabile
(largo 30mt e profondo 4) che collegherebbe il mare con un porticciolo da
realizzare all'interno di quella che è attualmente una zona umida,
determinandone la sua scomparsa...>>    (Fonte: Legambiente)
 



Questi interessi sono artificiosamente amplificati sul territorio dando voce e spazio sui media locali e nazionali alle proteste di tanti piccoli onesti imprenditori che vedono sfumare possibili appalti ma  anche ai troppi  capetti locali che con la "costa turchese" furbescamente ambivano a seguire l'esempio del più grande speculatore edilizio nazionale( tale Silvio Berlusconi).

Secondo  questi capetti - vassalli la legge vietando l’edificazione sulle spiagge sarde, impedirebbe  un fantomatico totale risanamento, ad opera del master plan, della tragica mancanza di lavoro che affligge da sempre i ragazzi e ragazze nati nella terra dei nuraghi. Facendoci quasi credere che il vero obiettivo del Master Plan sia quella di creare occupazione. Senza mai ricordarsi che decisioni di investimento speculativo in Sardegna sono prese dentro uffici rifiniti di pelle nera in freddi uffici all'interno di alti palazzi del centro di Milano o di Lugano. In questi "grandi piani"  non c'è niente che faccia pensare ad un incontro con il territorio con la gente che da sempre abita l'isola, con le sue tradizioni e identità.

Noi di bellasardegna.it capiamo bene il dramma di onesti imprenditori edili nostri conterranei che hanno la propria azienda legata alle diverse speculazioni. Anche noi abbiamo amici e parenti che hanno visto sfumare con la legge salva-coste commesse e reddito utile per mantenere intere famiglie.             Ci hanno raccontato come hanno dovuto rinunciare ad uno stipendio ed anche noi, grandi sostenitori di Soru, abbiamo avuto dubbi di coscienza sulla sostenibilità socio-economica dell'iniziativa coraggiosamente portata avanti dalla Giunta. Ma sono stati i nostri stessi amici e parenti ad aiutarci rispondendo alla nostra domanda:

è vero che costruire sulle coste crea lavoro, ma che tipo di lavoro porta?

Il lavoro è quello di costruire, per due/ tre anni.  Dopo?

Questo è il problema.

 La risposta semplice: finiscono le commesse.

Dopo due anni le seconde case e gli Hotel sono costruiti e l'idraulico, il muratore e l'imbianchino non servono più. Il loro lavoro ha giustificato la speculazione edilizia e dopo sono  inutili.  C'è la manutenzione delle strutture, ma è poca roba: di quei dieci lavoratori (non sempre tutti sardi e non sempre tutti in regola) 2 lavoreranno e 8 torneranno(invidiandoli) a casa. Dovranno supplicare un padrino clientelare per lavorare, per sopravvivere; magari all'interno dei mega - alberghi come lavapiatti sottopagati:   umiliazione  nell'umiliazione.

La legge salva costa serve a tutelare un patrimonio che ci identifica e ci rende unici, uniti e SPECIALI. Dobbiamo iniziare a capire che il futuro, lo si costruisce oggi.


Non certo cementificando una spiaggia ma iniziando ad aprire gli occhi e capire che abbiamo una miniera d'oro. Fino ad oggi la stavamo vendendo per un tozzo di pane solo perché non avevamo lo strumento per scavarla, l'intelligenza per sfruttarla e la fame ci stava assillando.                                   Il turismo sostenibile è lo strumento già sperimentato con successo in altre regioni   italiane ed europee. L'intelligenza è la capacità della legge salva-coste di  abbattere la miopia e avere il coraggio di saper guardare lontano. Senza dimenticare il tema forse più sentito: la pagnotta, chi ha fame non può pensare il futuro perchè il presente lo assilla. Così emerge il problema
delle risorse finanziarie per guardare oltre, per sostenere il reddito dei cittadini più disagiati ed allo stesso tempo rendere possibile la creazione di ricchezza. Ci sono i contributi della UE: sono veramente tanti e sono stati creati apposta per sostenere le aree più arretrate.         L' Europa accorgendosi che abbiamo bisogno d'aiuto ci sta allungando la mano, una nuova classe dirigente sta anche con i denti, cercando di afferrare questa mano e sollevare con essa tutta l'isola.

 

 

      7 Febbraio 2005                                                                                                     Alberto Sanna

 

 

 

 

" La vita in Sardegna e' forse la migliore che un Uomo possa augurarsi... dovrebbe coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso. "
 

 Fabrizio de Andre'

 

  

Ultimo aggiornamento:  12-03-07                              by Alberto Sanna