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Tiscali: ambiente economico e legislativo

Il rafforzamento delle TLC costituisce una delle condizioni fondamentali per uno sviluppo armonioso e per un mercato competitivo all’interno della comunità europea. In riferimento al caso Tiscali, due aspetti dell’ambiente sembrano particolarmente rilevanti data la loro dinamicità: il contesto normativo e l’economia “reale”.

Contesto normativo

Fino al 1990, negli stati membri l’installazione e la gestione della rete di TLC erano generalmente conferite ad uno o più organismi di TLC mediante la concessione di diritti esclusivi o speciali, diritti ricoperti da potere discrezionale da parte dello stato, o direttamente conferite ad imprese pubbliche.

L’intervento dello stato, però, limitava la possibilità che altre imprese potessero fornire gli stessi servizi a condizioni migliori e più vantaggiose per il consumatore.

Con lo sviluppo della Comunità Economica Europea prima e dell’Unione Europea poi, la giurisprudenza comunitaria si è orientata verso di una maggiore liberalizzazione di diversi mercati economici tra i paesi membri e di una maggiore tutela del consumatore.

Nell’ambito delle TLC, ciò si è concretizzato con una prima direttiva comunitaria 900/388/CEE del 28 giugno 1990 modificata nella versione definitiva del 1993 con il sottotitolo “Completa liberalizzazione del Mercato delle TLC”. Vediamone i punti fondamentali:

·          la direttiva prevede l’abolizione, da parte di tutti gli stati membri, dei diritti esclusivi o speciali per la fornitura di servizi di TLC diversi dai servizi di telefonia vocale e l’adozione di misure atte a garantire ad ogni operatore economico il diritto a

   fornire tali servizi;

·          nel caso in cui gli stati si riservino un diritto di autorizzazione, deve essere rispettata solo la condizione di generalità o di dichiarazione (praticamente la compilazione di un modulo prestampato) rilasciato da un ente indipendente dagli organi di TLC;

·          gli stati membri devono provvedere a che gli operatori che ne avessero fatta domanda possano ottenere circuiti affittati entro un termine ragionevole e che l’uso di questi ultimi non sia oggetto di alcuna restrizione , salvo quelle eventuali previste per legge;

·          Vengono definite le “esigenze fondamentali”, ovvero i motivi, unici e non revocabili ,  di intervento pubblico e di natura non economica che possono indurre uno stato membro ad imporre condizioni relative all’installazione e/o alla gestione di reti o alla fornitura di servizi di TLC.

·          Non possono esistere discriminazioni tra i fornitori di reti pubbliche.

L’Italia si è adeguata alla normativa europea  attraverso la Legge 249/1997 ed il Decreto del Presidente della Repubblica 1997/318. In particolare, il DPR 318 ha posto fine ai diritti di esclusiva o altri diritti speciali per l’installazione di infrastrutture e per la fornitura di servizi di TLC, aprendo così il varco alla piena concorrenza e garantendo la parità d’accesso alle politiche di interconnessione e di numerazione. Inoltre prevede misure normative per l’unbundling del local loop[1], per la mancanza di alternative nell’ultimo miglio. L’applicazione della normativa nazionale è demandata principalmente all’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni).

Detta autorità, istituita con la legge 249/1997 e divenuta operativa nel giugno 1998, è preposta, fra l’altro, al rilascio di licenze agli operatori di servizi di TLC ed alla composizione di vertenze in materia di interconnessione. Tale organismo è l’unico, tra gli equivalenti degli altri paesi europei, a possedere una competenza orizzontale sull’intero settore delle comunicazioni (Radiodiffusione, Telecomunicazioni e Stampa) e ad essere organizzato intorno ad un quadro più generale di reti e servizi.

Questo aspetto è utile e decisamente efficiente in una prospettiva di comparazione perché consente di risolvere aspetti normativi nell’intero settore delle comunicazioni sviluppando sinergie. Sia aggiunge a questo l’istituzione, con legge 287/1990, dell’Antitrust con competenze generali in materia di concorrenza con l’obiettivo di evitare che gli operatori attuali abusino di vantaggi acquisiti durante i precedenti regimi normativi.Questo quadro legislativo ha consentito all’Italia di muoversi più velocemente nella prima fase di liberalizzazione.Il mercato europeo delle comunicazioni sta attraversando dei cambiamenti radicali e si sta sviluppando con grande rapidità, sia in riferimento al quadro normativo che per quello dell’economia reale.

Mercato reale

All’interno del mercato delle comunicazioni il traffico dati è stato quello con la più elevata crescita.

Secondo stime Assinform, le dimensione del mercato italiano per i servizi di TLC era di 23,4 miliardi di US$ nel 1998 contro i 29,1 miliardi di US$ in Francia, i 46,6 mld di US$ in Germania ed i 31 mld di US$ in Gran Bretagna. Nel 1998 il mercato italiano ha registrato un tasso di crescita dell’11% Il rafforzamento delle TLC costituisce una delle condizioni fondamentali per uno sviluppo armonioso e per un mercato competitivo all’interno della comunità europea.Nel 1998 l’Italia ha registrato un tasso di crescita dell’11% su base annua contro una crescita media mondiale del 7,5%.Tra il 1998 ed il 1999, negli USA, Internet è diventato un mezzo di comunicazione di massa ed un primario canale per gli scambi commerciali. Secondo la società di ricerca Fletcher, in un report del 1999, negli USA oltre il 30% della popolazione adulta era abbonato ad internet; per l’Europa una quota analoga si prevede solo per il 2004. Inoltre la diffusione di internet si presenta piuttosto disomogenea anche all’interno dell’Europa stessa, dove le realtà dei singoli paesi sono molto diverse.

Sempre secondo le stime di Fletcher, durante il primo trimestre del 1999, gli utenti di internet in Italia erano solo il 4% della popolazione, contro il 17% della popolazione del Regno Unito, il 10% in Germania ed il 6% in Francia.Un fattore che ha contribuito alla limitata diffusione iniziale di internet in Italia è rappresentato dalla bassa percentuale di famiglie in possesso di un Pc.

La diffusione di internet in Italia, pur registrando livelli assoluti inferiori a quelli delle altre nazioni del nord, è tuttavia in progressiva crescita. A tale crescita potranno contribuire la diffusione di ISPs che forniscono copertura nazionale, l’introduzione di servizi di accesso gratuito ad Internet e la crescita media dell’uso di linee ISDN che, rispetto alle tradizionali linee per telefonia fissa, garantiscono una qualità migliore e una velocità maggiore per accedere sia ad internet che ai servizi dati.Sicuramente un rilevante contributo alla diffusione di internet in Italia è stato fornito da Tiscali con il servizio di free access. Nel corso del 1998, primo in Italia ,  ha fatto un contratto di interconnessione reciproco per cui Telecom riversa parte dei proventi del traffico che generato dalle  centrali Tiscali dovuta all’interconnessione  al servizio internet di Tiscali per cui gli utenti pagano la chiamata urbana a Telecom .In questo modo è riuscita a fornire un servizio che, sebbene non rivoluzionario (in quanto già usato nel Regno Unito), gli consente di fornire una connessione ad internet gratuita e contemporaneamente di avere una ampia fonte di redditi.

Internet ed il "Personal Computing"

Lo sviluppo del settore internet è in qualche modo correlato all'aumento dell'uso di tecnologie informatiche all'interno delle famiglie. La possibilità di avere accesso a qualunque tipo di servizio e/o di offerta commerciale, la possibilità di viaggiare senza muoversi da casa o di poter visitare mostre e musei semplicemente schiacciando un tasto, ha fatto sì che il mercato dell'informatica, già abbondantemente sviluppato aumentasse ancora.

Basti pensare che le vendite di Personal Computer sono passate da un volume di 828.180[2] nel 1999 a 917.300 (+11% rispetto all'anno precedente) nel 2000 a 943.900 nel 2001. Le vendite di portatili sono aumentate del 65% circa dal '99 al 2000 circa.

Tutto ciò, come appena accennato, è in qualche modo collegato allo sviluppo di internet.

Analizzando il seguente grafico si può notare come l'andamento della quotazione del titolo di Tiscali segua un trend, grossomodo, simile all'andamento delle quotazioni di due aziende produttrici di hardware, scelte come campione rappresentativo[3].

Infatti, i punti di picco di Tiscali sono gli stessi degli altri due titoli.

Tale sviluppo dell'utilizzo di strumentazioni informatiche presso i privati è evidenziato in Italia dalla crescita dei domini internet dal 1994 al 2001, con un trend di crescita di 41462 volte.

  


 

  

 

 

 

 

 

 


 

Per concludere, l'uso di internet ha fatto sì che la gente utilizzasse maggiormente i personal computer, alimentando così il mercato di internet che a sua volta, ha fatto migliorare ancora di più i servizi offerti nella e sulla rete, incrementando un circolo quasi perfetto.

Telefonia fissa

Il mercato italiano della telefonia fissa è caratterizzato da un andamento stabile. Tale mercato si è recentemente aperto alla concorrenza: a partire dal 1° gennaio 1998, i nuovi operatori possono accedere al mercato installando infrastrutture e stipulando accordi di interconnessione con Telecom Italia per  fornire servizi telefonici in alternativa a Telecom Italia.

Secondo le stime di Assinform, il mercato italiano dei servizi di telefonia fissa (voci e dati) nel 1996 e 1997 era pari, rispettivamente, a 25.840 ed a 25.870 miliardi di lire, con una crescita dell’1%. La diffusione in Italia  delle linee di telefonia fissa è per tale motivo una delle più basse dell’Europa occidentale.


 


[1] Definizione inglese per indicare lo “scorporo del circuito locale”, comunemente indicato come liberalizzazione dell’ultimo miglio.

[2] Tali dati sono stati ottenuti dall'analisi delle informazioni contenute nel sito www.assinform.it.

[3] Le società scelte sono Olidata ed Olivetti, il cui andamento è confrontato con quello della media del settore hardware quotato sulla borsa di Milano.

 

 

 

                               CONTINUA: biografia dell'imprenditore Renato Soru

 

NOTA: Alla realizzazione di Tiscali:la forza dell'innovazione hanno lavorato: Angelo D'Orta, Giulio Ferrari, Alberto Sanna, Michele Zingarelli.

 

 - Foto del Villaggio nuragico di Tiscali, il paesaggio, le capanne, la grotta

 - Video Villaggio Nuragico Tiscali

 

 

 

 

                     Ultimo aggiornamento:  12-03-07          by Alberto Sanna