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Tiscali: quadro generale

Tutti pazzi per Tiscali o tutti pazzi e basta? Vediamo i numeri della società di Soru. In Piazza Affari ha chiuso ieri con un balzo del 39,9% ed un prezzo ufficiale di 896 Euro. Ciò significa una capitalizzazione di circa 14 miliardi di Euro ad un passo dai 14,2 della Fiat. In lire 27mila miliardi contro 27.500 della Fiat.”

Il Corriere della Sera commentava così, qualche tempo fa, , il successo della società di Renato Soru presidente nonché fondatore della stessa Tiscali.

Tiscali è un’azienda nata nel 1998 e  quotata nel Nuovo Mercato, quello destinato alle imprese ad alta crescita, sul listino della borsa di Milano, e  nel Nouveau Marchè di Parigi. E’un operatore Net-centric dotato di una infrastruttura proprietaria che opera con una moderna rete unificata su piattaforma Internet Protocol ed offre un’ampia gamma di servizi di comunicazioni, dati, voce ed internet, rivolti  principalmente a privati e piccole imprese.

Tiscali è stata, in pratica, la società “giusta” per i servizi offerti agli utenti, al momento “giusto” - cioè una situazione di totale apertura della realtà europea all’uso delle reti informatiche da parte dei privati - nel posto “giusto” - l’Italia della fine anni ’90 ed inizi del 2000 rappresentante un fertile terreno per la nascita di società fornenti servizi via internet - guidata dalle persone “giuste” - manager che hanno puntato alla differenziazione del prodotto non dimenticando l’obiettivo della leadership di costo. A tutt’oggi Tiscali  S.p.A. è leader europeo nel settore internet, presente in 15 paesi diversi, con una quota di mercato del 16% in Europa, una base fissa di utenti pari a 7,3 milioni di persone e con 14,7 milioni di visitatori l’anno per un totale di 10,4 miliardi di minuti di traffico internet[2]. Per avere un’idea dell’importanza e del successo di tale società, basti pensare che dal mese di dicembre 2001 al mese di gennaio 2002, il numero di minuti di connessione ad internet sono aumentati di un terzo passando da 3 a 4 miliardi. Oggi, inoltre, Tiscali può contare su una rete proprietaria in fibra ottica, sommata a moltissime reti locali nazionali ed extranazionali, che le consente un totale controllo sulla qualità della connessione ed un forte abbattimento dei costi, riuscendo a coprire oltre 50.000 Km di territorio.

 

Cenni storici

Tiscali  S.p.A. nasce nel luglio 1997 fondata da Renato Soru in seguito, e grazie, alla liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni in Italia. Nasce come operatore telefonico ed Internet Service Provider, dapprima limitatamente al solo territorio della regione Sardegna, successivamente su tutto il territorio nazionale.Quotata nel Nuovo Mercato nel 1999, attraverso un’Offerta Pubblica di Sottoscrizione e Vendita che vede come coordinatori e sponsor l’ABN Amro Rothschild e la Banca IMI, raccoglie subito un’alta percentuale di consensi, dovuti principalmente alla fama di Tiscali, prima società in Italia ad offrire, per la telefonia fissa,  abbonamenti pre-pagati, adottando una politica di tariffe semplici ed altamente competitive e primo operatore ad offrire l’accesso gratuito ad internet: “Freelosophy” .Grazie alla  campagna dell’accesso gratuito ad internet, avviata nel settembre 1999, Tiscali ha aperto le porte ad una vera e propria rivoluzione nell’uso del servizio internet in Italia. Basti pensare che esattamente un mese dopo l’offerta di internet gratuitamente, il numero di utenti di Tiscali sale a 630.000, con un incremento magiore del 150% del traffico totale su internet rispetto al periodo precedente.Nel 2000 i risultati della società sarda sono a dir poco “esplosivi”: dai dati di bilancio risulta che i ricavi, nel primo trimestre dello stesso anno, aumentano di circa l’878% rispetto al ’99 e, nel secondo trimestre, si registra ancora un incremento del 112%, rispetto ai tre mesi precedenti. Arrivando, così, a circa 2.300.000 utenti, di cui poco più di un quinto nel mercato estero. La politica di INTERNET PIU’ CHE GRATIS è stata altamente efficace per la società di Soru.Come si può osservare dal grafico seguente, in questo periodo l’andamento del titolo Tiscali nel mercato italiano è decisamente migliore rispetto all’andamento del suo omologo  statunitense, AmericaOnLine (AOL), all’andamento del MIB30, ovvero l’indice dei trenta titoli più rappresentativi del mercato italiano.

 Una delle politiche di Renato Soru è stata quella di investire fortemente in pubblicità e marketing, e di diventare leader in Europa nel settore internet, fino a quel momento dominato da T-Online, società tedesca controllata da  Deutsche Telekom.Per tale motivo, Tiscali punta al controllo ed all’acquisizione di molte società europee, un controllo che le permetta una maggior voce in capitolo nel mercato europeo.“La nostra priorità è diventare numero uno in Europa.” È il motto del presidente Renato Soru.

Così nel gennaio 2000 acquista la Svizzera Datacomm, nel mese di settembre l’olandese World Ondine, a dicembre  la tedesca Addcom e nell’anno successivo la Liberty Surf, l’Excite Italia e la Surfeu, a cui vanno aggiunte acquisizioni, sulla carta meno importanti, quali: A-Telecom SA, Nets SA, Internet Service, CD-Telekomunicace, Link Line SA, Ideare  S.p.A., Nikoma Beteiligungs GMBH.“Acquisti”, i quali,  fanno sì che Tiscali  S.p.A. valga quanto la Fiat, e che dal 26 aprile 2001 sia leader in Europa (subito dopo l’acquisizione di Springboard Internet Services), divenendo il primo provider di servizi internet del continente.Nonostante tutti i dati confortanti sull’andamento del titolo, ottenuti dai bilanci e dal controllo del mercato europeo, la società di Soru è vittima delle analisi e delle previsioni negative degli analisti, i quali, “accusano il colpo” della fine del boom dell’accesso ad internet gratis nel nostro paese. Moltissime aziende sorte nel periodo d’oro della new-economy, infatti, non riescono a reggere il ritmo della concorrenza . Il crollo dei costi si accompagna sì ad una riduzione dei ricavi, ma i fatturati non riescono a coprire la quota, seppur irrilevante dei costi. L’elemento “cliente di fiducia” non esiste quasi più e le continue offerte di prezzi al ribasso condannano alla fine tali società.

  

 

 

 


Anche Tiscali viene presa di mira dalla fine del boom, facendo sì che moltissimi azionisti (i cosiddetti Tiscali People) fuggano, impauriti da future perdite, dalla società.Tali paure, inoltre, sono corroborate dal fatto che Tiscali  S.p.A. non consegue utili molto alti, o addirittura consegue leggere perdite, preferendo investire in strutture o partecipazioni in società nazionali ed estere.La solida struttura della società sarda e la possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati fanno sì che Tiscali riesca ad uscirne fuori, come evidenziato nel grafico precedente, con il trend al rialzo assunto dalla quotazione del titolo subito dopo la scivolata dovuta alla fine del boom di internet in Europa.

 

In base all’analisi dei dati del bilancio consolidato di Tiscali S.p.A. , la società sarda è, sicuramente, un “cavallo vincente” sul quale puntare. Il proprio fatturato è cresciuto del 275% dal 31 dicembre 2000 al 31 dicembre 2001, raggiungendo il break-even point, con un totale fatturato del gruppo di 650,5 milioni di Euro. Nel corso del 2001 ha raggiunto la leadership europea nel settore internet, incrementando la propria posizione di Internet Communication Company presente in 15 paesi europei e specializzandosi quale importante piattaforma per la distribuzione, soprattutto per i piccoli utenti privati e le piccole imprese di servizi ed informazioni.

 

 

 

                                  CONTINUA:  il contesto economico in cui nasce Tiscali

 

NOTA: Alla realizzazione di Tiscali:la forza dell'innovazione hanno lavorato: Angelo D'Orta, Giulio Ferrari, Alberto Sanna, Michele Zingarelli.

 

 

 

 

 

                     

 

Ultimo aggiornamento:  12-03-07                                 by Alberto Sanna