Renato Soru in politica
C'è chi lo conosce da poco e chi invece lo segue non da mesi ma da anni.
Le cose che dice e propone adesso, in piena campagna elettorale, le ha dette
e scritte prima, molto prima.
Ricordiamo, nel 1998 Tiscali era nata da pochi mesi e come tantissime
società in quel periodo, si accingeva a buttarsi, in piena rivoluzione new
economy, nella giungla internet , riuscendo poi, a galopparla bene.[leggi
l'articolo sull'avventura Tiscali]
All' epoca Soru non era quasi nessuno, ma già in alcune interviste
rilasciate al giornalista di Repubblica Turani e pubblicate sull'inserto
Affari-Finanza, dimostrava capacità di cogliere e saper argomentare i
problemi della Sardegna da una prospettiva superiore per completezza a
quella di un semplice imprenditore.
Sosteneva la possibilità per le aree svantaggiate del meridione d'Italia di
poter crescere economicamente grazie ad internet.
Tanti sono stati i riferimenti e le note per l'isola: lontana
geograficamente dai mercati che contano ma resa più vicina, grazie alla
rete, ai cuori pulsanti dell'economia mondiale.
Non importa più quante ore d'aereo o nave ci vogliano per arrivare a Londra,
Milano o New York, l'importante è la conoscenza, perchè, chiariva Soru: su
internet ad essere commerciate e vendute, non sono casse di patate ma idee e
servizi immateriali.
Completava le argomentazioni, avvicinandosi all'area sindacale e della
sinistra[leggi l' intervento di
Renato Soru al congresso DS di Torino], con l'idea che
questo mercato-internet della conoscenza, presupponesse per i lavoratori
ottime condizioni di lavoro ma anche di vita, ambientali e climatiche.
Soru è "sceso in campo", ma a pochi anni da quelle interviste e nonostante
la vicinanza ideologica con DS e Margherita,ha trovato una forte
opposizione da parte dei dirigenti regionali del centro sinistra:
titubanti alcuni, altri decisi nel contrastarlo e a non riconoscerlo come
leader.
Un'opposizione che ha portato ad una spaccatura decisiva: tra i dirigenti e
la propria base: matricole e quadri di partito, che appoggiano fortemente
Soru come leader del centrosinistra.
La base sta a forza di comitati e votazioni, di assemblee, di gruppi locali
isolando e togliendo forza e rappresentatività ai vari capetti regionali del
partiti, i quali messi sotto pressione dalla propria base ma anche dai
dirigenti nazionali, stanno cercando proprio in questi giorni di trovare una
scusa utile per smentire ancora una volta se stessi ed appoggiare la
candidatura unica di Soru.
Il quale ha l' appoggio non solo della base interna ai partiti, ma anche di
chi dalla politica(quella burocratica dei partiti) ha cercato,per non
screditarsi, di starne fuori: è il volontariato solidale e ambientalista
come -amici della terra- , -rete dei movimenti- -liste civiche- e altri.
Questi sono movimenti e associazioni che stanno dando un significativo
apporto organizzativo alla campagna elettorale di Soru.
Con essi è la società civile che si sta sollevando, la parte migliore e sana
dell'isola trova oggi in Renato Soru un leader attraverso cui far sentire la
propria voce.
Danno fiato spinti dalla dignità, all'esigenza di esprimere bisogni reali e
diffusi in Sardegna.
Quando ascoltiamo i rappresentanti di questa società civile nelle assemblee
o leggiamo i loro blog su internet(progettosardegna.it e
soruforpresident.org), sentiamo che hanno una forza interiore
che trova origine nella convinzione che costruire un'altra Sardegna è possibile.
Sostenendo che, anche se il percorso sarà lungo e difficile, vale la pena
provare ad offrire alla prossima generazione, per intenderci a chi ha adesso
10- 15 anni, un futuro in cui non debbano dover vendere la loro terra allo
speculatore per poi emigrare, rinunciando a crescere i propri figli e
realizzare i propri sogni sull'isola.[leggi
articolo sviluppo economico col Turismo sostenibile]
Fanno parte di associazioni, di comitati di quartiere, associazioni
culturali, gruppi di piccoli imprenditori o sono semplici casalinghe
,disoccupati o pensionati.. ad appoggiare Soru sono in tanti e di diverse e
disparate estrazioni sociali e culturali.
Fa bene chi lo ha chiamato il Glocal: neologismo nato dall'unione di globale
e locale.
Sta emergendo infatti la capacità quasi unica di Soru, di riuscire a parlare
al grande giornalista di Repubblica come al pastore di Mamoiada passando per
il Ad/Ceo della multinazionale: Nokia,Cisco Fiat, tornando alla casalinga di
Villacidro senza dover cambiare tono della voce, senza dover cambiare idea,
senza dover subire o travolgere l'interlocutore. Questa capacità è tipica di
un politico, è il politico che deve riuscire ad ascoltare e farsi apprezzare
da tanti grazie alle sue capacità di far rientrare interessi diversi dentro
un grande e colorato puzzle che nel caso di Soru sembra prendere le
sembianze dell'isola.
La figura di Soru ha conquistato tanti sardi, i quali di solito guardano
male gli imprenditori e gli uomini d'affari, forse perchè ne hanno pochi ed
i pochi che ci sono in Sardegna spesso sono personaggi che non brillano per
correttezza, boriosi e pronti ad esporre il loro benessere come siepe per
differenziarsi ed escludere il prossimo.
Bisogna conoscere la storia ed i modi di fare della persona, per poter dare
un giudizio.
Dell'imprenditore-politico Berlusconi, macchietta satirica nella tv libera di un
qualsiasi paese normale, Renato Soru ha poco!
La storia [leggi la biografia di Renato
Soru] è quella di un imprenditore-uomo che ha saputo cogliere tutte le
opportunità che la Sardegna, l'Italia e l'Europa hanno da offrire, senza
aver bisogno di scendere a compromessi infamanti e di berlusconiana memoria.
In pubblico si presenta riservato, quando parla nelle assemblee quasi non
riesce a nascondere quella che sembra timidezza, ci pare di riconoscere in
lui il sardo di tutti i giorni, quello che prima di dire qualcosa o dare
confidenza ci pensa e pesa le parole.
Emerge il caso Soru ed il rischio reale di personalizzazione della politica
sarda. Una sorta di effetto Berlusconi: far nascere nella gente l'illusione
pre-elettorale per cui appena diventa Presidente della Regione l'isola
cambia.[leggi
l'articolo :clientelismo e politica]
Non è e non sarà così! C'è molto lavoro da fare, Soru non è la fata
turchina, non ha l'abitino azzurrino e la bacchetta magica.
Il padre di Tiscali questo rischio lo conosce e lo teme, anche in questo
rappresenta un netto taglio rispetto al passato, il modo di presentarsi di
confrontarsi: parlare alla base per rispondere alla base.
Sa bene che il lavoro lo faranno i sardi tutti e a tutti i livelli.
La gente di Sardegna non cerca in Soru un eroe ma un motivo per
riappropriarsi della politica come strumento per amare la propria terra e
costruire insieme il futuro.