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La leggenda del cane fonnese Astula

di Filiberto Farci

 

Nota: Lo scrittore di Seui Filiberto Farci, autore di numerose opere letterarie ai primi del Novecento, ha scritto un libro, " Racconti di Sardegna", dove l'identità e la specificità dell'Isola sono descritte in racconti alcuni dei quali hanno precisi riferimenti ad avvenimenti storici.
Il racconto che segue, "Astula mastino fonnese" , fa riferimento all'utilizzo, da parte dell'esercito italiano, di cani di Fonni in Libia nel 1912 durante la guerra Italo -Turca.
Vi è da dire che "Astula" ( in dialetto fonnese significa scheggia) più che all'attuale cane di Fonni somiglia al tipo descritto da gesuita Bresciani nell'opera " Dei costumi dell' isola di Sardegna" dove parla di cani che (...hanno il muso aguzzo, gli orecchi ritti, la vita lunga e slanciata, le gambe snelle e sottili, il pelo irto o rado di colore lionato o bigio piombo...).

 

 

Quando gli giunse l'ordine di presentarsi al suo distretto militare
Crabieli Deriu era intento a mungere le capre  nell'ovile del padrone,
uno dei più ricchi pastori do Arquerì.
Allegro! - gli disse il compagno, Frogenziu Carrus,
che era giunto poco prima dal paese e gli aveva recato
l'ordine. - l'urtiamo insieme. Anch'io sono richiamato.
Benei - rispose Crabieli, rigirando tra le mani il
foglio di precetto. - Ne sono lieto.
Ci mandano in Africa, sai! Pare che le cose non vadano bene là giù..
Ci sono stati massacri di Italiani, a tradimento. Si chiamano rinforzi. Ci
sarà da menare le mani.
 
Meneremo le mani - rispose Crabieli. - È un pezzo che me  ne rodevo. Da
quando, a Dogali, massacrarono i nostri poveri fratelli. Io ero un bambino,
allora, ma ricordo che mi fece tanto male, quel rovescio, e mi empì di odìo
contro quei ceffi neri di Abissini.
- Ma questa volta non si va in Abissinia. Si va in Libia.
Per me è lo stesso. Sono tutti Africani.
Gli altri pastori del luogo si fecero intorno.
 
Dunque, partite anche voi?
Quando partite?
Siete contenti?
 
Per me, sono contentissimo - rispose Crabieli. - Ho sempre sognato di
andare lontano e varcare il mare Questa è la volta buona.
 
Ma là si combatte e si muore.
Combatteremo e, se giungerà l'ora, morremo.
Dicono che gii Africani siano usi a mutilare con feroce crudeltà i
prigionieri. A Dogali, i nostri soldati furono orribilmente straziati.
 
Lo sappiamo. Ma non sempre accade ciò che capitò a Dogali. Li terremo a
dovere, quei musi di scimmia.
 
Scoppiò, d'un tratto, un furioso latrare di cani. Giungevano alcuni porcari
forestieri. Si era accesa una zuffa feroce tra i loro cani, che li
precedevano, e quelli dell'ovile. I cani formavano nella radura un viluppo
in fiera lotta: rotolavano, si risollevavano, si avventavano e intanto
facevano una furibonda canea.
 
Accorsero i pastori.
 
Urli di richiamo, botte nel tumulto delle bestie in rissa.
 
Passa via, Orroidì.
Qui, Filincu, qui!
Levati di mezzo, Raju!
I cani chiamati si ritrassero, mogi, dalla lotta. Solo un mastino rimase e
tener testa ai cani dei forestieri. La zuffa tuttavia continuò...

                             

                                                                      

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                                                                                        foto e descrizione del cane mastino fonnese  

 
 

                                                                          

 

 

Ultimo aggiornamento:  21-05-05                              by Alberto Sanna