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Per  Cultura, cosa troviamo sul vocabolario?..

 .. complesso di cognizioni,tradizioni,procedimenti tecnici,tipi di comportamento trasmessi e usati sistematicamente, caratteristico di un gruppo sociale,di un popolo di un gruppo di popoli o di tutta l'umanità...

 

Convinzione è che tutti abbiamo una cultura. Dalla comunione di una cultura puo nascere un'identità ma solo se c'è consapevolezza di appartenenza di essere simile ad altri.

Noi sardi siamo una comunità che si è sviluppata nel tempo con proprie tradizioni e esperienze comuni.

sappiamo di essere un po diversi dal resto del mondo. in bene ed in male.

Esempio:già secoli fa gli spagnoli ci chiamavano Locos(stupidi) ancora adesso rimane l'idea del sardo come di una persona un po lenta ma non nel senso di non intelligente, ma nel senso di poco furbo. è un difetto?

della nostra cultura fa parte la lealtà, il senso del rispetto per la parola data. forse troppo spesso confusa con stupidità.

Girando l'Italia, il mondo, si trovano sardi abitanti di paesi esotici, lavoratori, artisti tutti li troviamo con una caratteristica comune riconosciuta ed apprezzata ,senso del vivere in comunità rispettandone le regole, la lealtà quasi incondizionata se corrisposta,l'affetto e il legame con la terra d'origine.

 

Sembra strano dover parlare a stereotipi e sulla base non scientifica di esperienze personali e soggettive. Possiamo provare ad indagare nel passato e nel presente per scoprire se questi stereotipi hanno un riscontro reale o se invece, sono solo un sassolino di identità in cui spesso regioni e popoli in declino si nascondono per non riconoscere che hanno perso un treno.

Richiamarsi a  valori e ideali ha valore solo se presi come punti d'appoggio per crescere e migliorarsi, non lo hanno più quando si trova nell'identità un motivo di esistere fine a se stesso.

Si sentono spesso frasi del tipo: <<..noi non abbiamo lo sviluppo economico della Lombardia, ed è una fortuna perchè ci siamo salvati dalla corsa ai soldi dall'avidità insistente, dalle grosse banche che controllano tutto...>> c'è in questo tipo di discorsi una parte di verità legata alla consapevolezza della diversità.

Non possiamo però ignorare che una cultura  per vivere deve crescere e per crescere deve anche confrontarsi.

Cerchiamo di guardare oltre il mare e scopriamo che l'identità non deve e non puo avere paura dello sviluppo, pensiamo al trentino.. quanti conoscono  perche apprezzato direttamente o per sentito dire, la sua notevole capacità di conquistare l'ospite di offrirgli il massimo dei servizi con uno stile unico e riconoscibile?

 

Riprendere e magari migliorare soluzioni che altre regioni o paesi hanno adottato per risolvere le difficoltà, non è tradire la propria identità, ma svilupparla.

La "condizione di isola"della Sardegna non è unica al mondo.

L'insularità è un problema.. <<siamo tagliati fuori da tutto e da tutti>>     Siamo pochi..<< non abbiamo un mercato interno>>. Non abbiamo risorse.. ecc..

 C'è,  dietro queste frasi dei sardi, un modo di pensare  che porta avanti, correttamente, dei problemi concreti e reali, che però sono troppo spesso inquadrati all'interno di una mappa cognitiva vecchia  per cui sembra che siamo condannati a rimanere indietro .Ma se proviamo ad uscire da questa Mappa e dall'identità che ne scaturisce, non possiamo non pensare al Giappone .. isola senza risorse.., le Hawaii, l'Irlanda.. quali soluzioni e quali iniziative hanno adottato gli abitanti di quelle terre? Hanno perso l'identità con lo sviluppo o essa si è semplicemente evoluta?  

L'identità deve crescere, per  incontrare lo sviluppo e poter conoscere il proprio futuro.

Proveremo in queste pagine a  incontrare, riconoscere e capire la cultura dei sardi confrontandola con idee e riferimenti diversi, cercando di scoprire, stimolare e giocare con l'identità che da questo confronto può nascere.

 

 

    19 febbraio 2004                                                                                             Alberto Sanna

 

 

 

 

     

 

                  

Ultimo aggiornamento:  12-03-07                              by Alberto Sanna